Album - Raccolte antologiche
Antologie e volume collettivo
POESIA COME SPERANZA SEMPRE RINNOVATA, SEMPRE VIVIFICANTE, TENACE COME FIORE DEL DESERTO
HANNO SCRITO SU S.A.
Il lirismo nei suoi versi
Su Trilogia di miti greci
Ediz. d'autore f.c., Castelbuono, 1995
Atanasio si cimenta con la poesia lirico-drammatica, dopo di aver veleggiato (con "Monodici Canti" e "Opali") per mari dai flutti azzurri e sorvolato cime, alla ricerca di nuovi orizzonti.
Ecco la "Trilogia di miti greci".
Perché i miti? I poeti scelgono i temi che più li attanagliano, la cui soluzione lirica li gratifica. Una scelta è sempre una necessità inconscia. Appartiene all'essenza del mito suscitare una temporalità onirica, situata dentro la nostra storia e senza apparente spessore, ma sempre coinvolgente.
Le immagini liriche che nascono sono sempre in consonanza con il passato che si nasconde nel vissuto personale, entro cui si fondono i fantasmi sonori e gli accidenti stessi del ritmo, legati alle emozioni pregresse. In quelle immagini si consuma la sublimazione del "super-ego" poetico.
In Omero la parola "mito" significa in alcuni casi "parola" "notizia" "novella". "Dammi notizia ('myton') del figlio", implora Achille nell'Ade ("Odissea"). Più tardi esso assume il carattere fabulatorio di leggenda, di favola. Il mito è dunque linguaggio referenziale, cioè serve per altre forme di messaggi. In questo senso mito e poesia coincidono. In entrambi possiamo cogliere una determinata fase dell'io, uno stato di coscienza, un "curriculum vitae", il tutto dentro una perfetta saldatura tra sogno e realtà. C'è in quest'ultima, un prepotente seme di verità, che da universale diventa personale e percorre il cammino nel senso inverso.
E' quindi possibile scoprire, nel perfetto assetto metrico degli endecasillabi, spezzati da frequenti "enjambements", una vena sotterranea che talvolta sale in superficie, e irrora la realtà esistenziale, estremamente soggettiva, dell'autore.
[...]
L'eleganza formale ed espositiva dei versi ci dà la conferma del raggiunto apice di stile e di pensiero, tanto che questa silloge ci sembra più che altro un intertesto del credo poetico ed etico di Atanasio. Egli cerca di adeguare il mezzo espressivo all'altezza dell'impegno lirico, esercitato in modo formalmente mitologico, come un'entropia. che vede trasformare sé stesso negli altri, e gli altri in sé stesso. E ci riesce.
Di qui le invocazioni, le personificazioni, gli epifonemi, l'intreccio di figure retoriche e grammaticali, che danno la misura dell'abilità formale ed estetica.
Questo sperdersi nel mondo lontano del mito non deve far pensare a uno sfarinarsi della concretezza del vivere, perché la poesia è incontro del reale e dell'immaginario, nasce dalla vita e alla vita ritorna, sembra sfuggire alla conformità del quotidiano, ma può cambiarlo solo se diventa conforme e quotidiana, ma sotto l'ala di un dio.
Rosario Di Liberti
(dalla NOTA INTRODUTTIVA a Trilogia di miti greci)
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Recensione
L'invidiabile salto di qualità della poesia di Santo Atanasio
Coinvolto in una sorta di pieghe dell'anima e attingervi
incantamento e di fascinazione, altre parole, altre immagini, altre
dall'alto della mia presunzione di suggestioni. Senza mai scendere
poeta laureato e con il carico della nel provincialismo, Santo Atana-
mia senilità d'animo, mi sono sio rivela una straordinaria capa-
calato dentro la recente raccolta cità di ascolto della voce e dei
di poesie di Santo Atanasio "Rime suggerimenti che provengono dal
speranza fiore del deserto" (Edi‑ suo ambiente di origine e dal suo
zioni Arianna 2007) e assaporan‑ vissuto, si tratti della montagna
done le pagine ho provato un nevicata di Castelbuono, "bellezza
inconfessabile complesso d'invi‑ minerale", o della figura del padre
dia al cospetto della densità e o del ricordo della "forgia" o della
della trasparenza della sua scrit‑ devozione tutta castelbuonese
tura sempre nuova e sempre gio‑ alla Madre S. Anna.
vane, a dispetto della sua dichia‑ Sarebbe riduttivo sottolineare
rata "età mezzana / più e più che l'ambiente di origine del
pesante sulle nostre spalle /più e poeta, con le sue suggestioni e la
più gementi". Di solito questo sua atmosfera densa di religiosità,
genere d'invidia, definiamola pure ha un ruolo portante nei suoi
"letteraria", si traduce, quando si motivi di ispirazione.
scrive una recensione, nella mali‑ Il suo modulo espressivo asso-
gna tentazione di individuare un lutamente originale, forse per la
calo di tensione lirica e di inventi‑ sua nota familiarità con il com‑
vità, un limite. pianto Luzi, aggira l'ermetismo
Fin dal suo esordio, quando più rarefatto e si fa discorsivo.
Santo Atanasio era poco più di un Ci sono sapienti audaci e ver-
ragazzo, mi era risultata sorpren‑ bali e scaltriti preziosismi. Gli si
dente la genuinità delle sue feli‑ possono perdonare come si per-
cissime intuizioni e della sua donano a Montale, a Quasimodo,
capacità di scavo nel segreto a Sinisgalli. Atanasio non eccede,
humus dell'analogia inedita e come accade a D'Annunzio, nella
della parola‑immagine. aggettivazione condimento e
La mia invidia, non ignobile e complemento del sostantivo.
non meschina, consiste adesso Ma come si fa a tralasciare versi
nel desiderio di chiedergli in pre‑ come "nella campagna liquescen-
stito, per riscoprirmi giovane arti‑ te d'erba", come "azzurrità di
giano di poesia, un po' di tanta fre‑ cielo alto esclamata" e come "si
schezza e di tanta sicurezza crea‑ perpetua leggera e trasognata / l'i-
tiva. Perché in definitiva saper larità della remota infanzia":
leggere poesia si riduce a un one‑ sono analogismi stupendi.
sto appropriarsi delle risorse Santo Atanasio conferma con
espressive dell'autore per anco‑ questa sua recente raccolta, una
rarle a una propria vibratilità e duttilità che è rivelatrice di un
capacità di personale elaborazio‑ affinamento stilistico sempre più
ne interiore. consapevole e maturo. Dato per
Per uscir di metafora, mi preme indiscutibile l'invidiabile salto di
dire che Santo Atanasio ha tocca‑ qualità della sua scrittura poetica,
to in questa raccolta altissimi ver‑ resta la raccomandazione di non
tici di liricità; non dico traguardi, andare di fretta nella lettura e di
perché in poesia non esistono assaporarla pagina dopo pagina
punti di arrivo essendo inesauri‑ per coglierne gli aromi e i sapori
bile ed imprevedibile ciò che in più segreti, indugiando nelle ore
arte si chiama creatività e inventi‑ di tregua e di abbandono interiore
vità nel senso etimologico delle sulle sequenze più accattivanti.
due parole. Inventare significa Grazie, Santino, di quest'altro
appunto trovar dentro; nel caso di tuo dono.
Santo Atanasio scendere tra le Mario Alfredo La Grua
(in “Le Madonie”, N. 4, 1-15 APRILE 2007)
Edizioni Arianna, Geraci Siculo (PA), 2007
Santo Atanasio è raffinatissimo poeta, maestro di affascinanti modulazioni linguistiche conferenti intense musicalità alle parole dei suoi versi, nei quali però mai nulla compare di artificioso e banale.
Al contrario, ogni sua frase poetica appare frutto educato e maturo, abituale, della costante propria coltivazione interiore dei sentimenti, della saggia creazione del giudizio sulla vita del mondo, degli uomini e della natura.
In altre parole, allorquando l'espressione lirica preme per uscire dalla sua penna, essa è già intrisa di quella ritmica sequenza dettata convenientemente dalla capacità sinestetica di cui il poeta è ampiamente dotato. Ciò dimostrano le rime interne, le brillanti onomatopee, le delicatissime assonanze che danno vigore alle frequenti metafore. [...]
Pietro Attinasi
(dalla PRESENTAZIONE a Rime speranza fiore del deserto)
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Una edizione raffinatissima di versi distillati nell’animo dell'autore (51 anni, di Castelbuono, ingegnere nucleare, ha scritto vari libri di liriche, apprezzati anche da Mario Luzi) dai casi della vita: le vittime di Nassiriya, gli anni che passano [...]; un lutto improvviso vissuto con trepidazione.
[...]
Caro professore,
Caro Atanasio,
[...]