(da "Lampeggiamenti, fremiti, sorrisi del sogno e del vero", Edizioni Arianna, Geraci Siculo, 2017) Al M° Loreto Perrini (in memoria) - E sempre

S. A. con il M° Perrini

 

Al M° Loreto Perrini

(in memoria)

 

 

Aprile

è un invito gentile

a disserrare gli occhi tutto intorno:

al tripudio sereno

del cielo, delle rondini,

delle colline balenanti d’erba

e odorose di arbusti e cespi in fiore...

 

Ah la tua sofferenza, amico mio,

la stanchezza degli anni,

il corpo impoverito...

 

Trepidi e speri;

rileggi rapito riascolti

con occhi e orecchi interni

tutte le partiture, tue creature,

per banda, voce e orchestra;

ispirato, t’immergi nel silenzio,

ne scavi − con gran sete

e festosa pazienza − suoni timbri

accordi assolo e contrappunti nuovi;

verghi abbozzi, li elabori,

li armonizzi e dirigi

con gesti coreografici

e mimica facciale.

 

Ma poi, improvvisamente,                                

i tuoi occhi si spengono per sempre −

e aprile è notte, inarginato buio

nel mio profondo; e tra singhiozzi taciti

mi accomiato da te

con te più vivo e vero

− miracolo! − nel cuore,

o amico mio, grand’uomo d’altri tempi,

maestro di affreschi sonori,

connubi di grazia melodica,

di fede sincera, di amore,

di lodi innalzate alla vita.

 

 

21 aprile-10 maggio 2012                                       Santo Atanasio

 

 

N.d.A.: Loreto Perrini, grand’uomo d’altri tempi, mio grand’amico, musicista, compositore e direttore di banda e orchestra, nasce a Locorotondo (Bari) nel 1931. Studia violino e pianoforte e, prima, consegue a Bari il diploma di composizione con il grande M° Nino Rota, poi, il diploma di strumentazione con il M° Salvatore Rubino a Napoli. Dirige per circa trent’anni la banda di Castelbuono, sua cittadina elettiva, e dal 1986 si vota completamente alla composizione. Muore a Cefalù il 21 aprile 2012, durante un ricovero in ospedale.

Prima stampa in «Le Madonie», N. 5, 1-15 maggio 2012.

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E sempre

nel primo anniversario della morte

del M° Loreto Perrini

 

Maestro, anche quest’anno

è la natura tutta in gran fermento:

in fiore, la robinia

odora irruente l’aria,

l’erba lampeggia intorno,

su tetti gronde e sporti

il gioire dei colombi

e su, più in alto, i guizzi delle rondini...

 

Ah la tua vita è morta un anno fa,

amico mio.                                             

                   Da un anno nondimeno      

dirigi, ebbro di luce,

gli angeli musicanti nell’immenso

e da siffatta altezza     

arrivi, vittorioso, ai miei pensieri    

con la tua bella musica terrestre,

nutrita di avvenire, amore e cielo:

mi riconforti e mi spalanchi il cuore

alla speranza-abisso,

alla speranza-sole dei cristiani:

la vita muore sì, da sempre,

                                             e sempre

risorge dal sepolcro, rinnovata.

 

O Loreto Perrini!

O Loreto, mio culto!

 

 

Aprile 2013                                                                                                    Santo Atanasio

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