LAMENTO PER ROSAPINA

Henri Matisse, Ragazza con veste bianca su sfondo rosso
(da Amore in versi del settimo cielo, Ediz. del Periodico "Le Madonie", Castelbuono 2002)
Rosapina Minà
Lamento per Rosapina
Prati fioriti, rondini trionfali −
dopo la settimana di Passione
e la spiga vivifica di Pasqua.
Terra e cielo sorridono,
invitano a sostare, risananti...
Frattanto, o Rosapina, ti bisbigliano
con aliti di vento lacrimevoli:
«Quo vadis, angelo che freddo giaci?
Ascolta. Tutt’intorno
la primavera, vincitrice, aleggia;
l’ape scandaglia gl’iridatí fiori,
ne sugge, insazia, la dolcezza... Sii
com’essa, sii ape giuliva, e non
“un soffio che dilegua e non ritorna”.
Non andare non visto,
angelo come neve in pace e candido.
Quo vadis? Torna. Su! Godi di noi.
Rimani in questo sfarzo di bellezza
dell’isola natale.
Inonda come sempre la tua casa
di sole d’aria di febbrile amore.
Non stare come statua, oltre. Ascolta ...».
Ahi! Rosapina, invano: ti allontani
da tutto sempre più − e da noi; t’innalzi
su tutto sempre più − e su noi; sfinisci
(come lontano!) in un silenzio ignoto
l’allodola festosa dei tuoi occhi.
O tu alla vita e all’amore rapita
quand’eri, Rosapina,
radiosa nel meriggio dei tuoi anni,
i tuoi teneri figli,
lo sguardo a braccia aperte,
non sanno più finire di scrutare
gl’illuminati vertici dell’etere;
né mai noialtri, dentro,
più vecchi di cent’anni,
finisce di trafiggere
la freccia inferocita dell’addio...
Ma la canicola è tornata e flagra,
la cicala si sfiata tra le fronde,
la marina celeste rilampeggia...
Tutto ti rassomiglia,
angelo assunto al cielo,
di questo giubilo di luce e canto.
Tutto, perfino la tristezza o il pianto
che geme in noi squilla la vita, e te!
Rosapina, ricordo... Oh la tua vita
che cosa non fu mai!
O cara, in vece tua,
la carità fraterna di ogni aurora
ci sfiora i volti di amorosi fiati,
fa vela al desiderio... − e a te! più viva
e vera ci conduce la preghiera.
O angelo immortale,
luce prima mai vista,
una letizia nuova
ora c’imperla gli occhi:
mai più saremo soli nella vita.
Canicola 2001 Santo Atanasio
_____
N.d.A.: Rosapina Minà, nata a Castelbuono il 26 luglio 1959, felicemente sposata con l’arch. Rosario Polisi, mio cugino, madre di Tullio e Gemma di tenera età, impiegata presso l’amministrazione della TELECOM Italia di Palermo, si è spenta il 30 aprile 2001, dopo cinquanta giorni di terapia intensiva in ospedale. Le sue ceneri riposano nella tomba di famiglia a Castelbuono.
Per il v. 14, posto tra virgolette, cfr. Salmo LXXVII, 39.